Testo a cura della Dott.ssa Chiara Borgia

Psicologa Psicoterapeuta Psicosessuologa

 

Il benessere di un individuo dipende in buona misura anche da come percepisce il proprio corpo, questo influisce infatti anche sull’autostima e conseguentemente sulle proprie aspirazioni.

Body Confidence”, supportata dal Ministero per le pari opportunità in Inghileterra, è una campagna iniziata nel novembre 2010 per promuovere cambiamenti culturali sul tema dell’immagine corporea, particolarmente tra i giovani. Il presupposto di base è che avere una buona immagine del proprio corpo non significa pensare di essere belli, significa piuttosto apprezzare il proprio corpo per quello che è, in un salutare equilibrio con tutte le altre caratteristiche ed azioni che concorrono a creare una buona autostima.

In età giovanile, una scarsa fiducia nel proprio corpo può associarsi all’emergere di disagi psichici, come i disturbi del comportamento alimentare e tutta una serie di comportamenti a rischio compreso l’abuso di alcool e droghe, l’autolesionismo ed una sessualità troppo spesso agita e poco pensata.

Tutto questo influisce maggiormente nello sviluppo delle ragazze, le quali, a causa delle pressioni culturali e sociali cui sono esposte, possono sviluppare il convincimento secondo cui bisogna apparire perfette se ci si vuole aspettare dagli altri rispetto e apprezzamenti. Aumentano di conseguenza i tentativi di migliorare il proprio corpo, specie attraverso la chirurgia plastica, da parte delle ragazze, mentre i ragazzi tendono di più a dirigersi verso l’uso/abuso di steroidi anabolizzanti. Alcune ragazze, come emerge dal report, si vedono costrette a rinunciare alle attività sportive perché non si sentono sicure del loro corpo o perché lo sport non è molto femminile. Sembra che il corpo, specie quello delle donne, debba essere sempre perfetto e appetibile da un punto di vista sessuale. Per le donne e le ragazze appartenenti a minoranze etniche e sessuali, l’influenza di queste pressioni è ancora più incisiva, essendo il loro corpo maggiormente erotizzato culturalmente.

Per questi motivi nell’ottobre 2014, in Inghilterra, è stata lanciata la campagna Be Real. Il fine è quello di far convergere i partner e il grande pubblico sulle le attività riguardanti l’immagine corporea, grazie anche alla creazione di un sito web dedicato. Nel 2014 un sondaggio ha messo in evidenza come, fortunatamente, solo una minoranza della popolazione sia poco soddisfatta della propria immagine corporea, all’interno di questa minoranza tuttavia sono le donne quelle che sperimentano maggiore disagio. Al sondaggio sono seguite delle proficue collaborazioni con le industrie per l’abbigliamento e le agenzie pubblicitarie. Sono stati così realizzati dei manichini per tutte le taglie aprendo di fatto un dibattito sulla rappresentazione delle donne nella pubblicità, specie riguardo l’importanza di far apparire tutte le donne, non rendendo invisibili, come spesso succede, quelle che appartengono a minoranze etniche e sessuali o che non hanno una bellezza convenzionale. La campagna ha previsto anche il coinvolgimento del mondo dello sport e del fitness per riflettere sul ruolo che il disagio per il proprio corpo può avere nell’inibire l’attività sportiva, specie nelle donne. Infine, nelle scuole è stata distribuita una guida per gli insegnanti che vogliono parlare di questi temi con i loro studenti e un prezioso “Toolkit” redatto da uno psichiatra specializzato in disturbi del comportamento alimentare.

La campagna rappresenta senz’altro una interessante iniziativa finalizzata a far prendere coscienza al grande pubblico del problema dell’immagine corporea e di come i suoi risvolti negativi, evidenti specialmente nelle donne in fase di sviluppo, possono essere arginati attraverso azioni comunicative mirate ed efficaci.

Fonte: Gov.UK

Testo pubblicato per Chiedilo Qui | Periodico informativo autorizzato dal tribunale di roma con il n° 21 del 9 febbraio 2016