Testo a cura della Dott.ssa Chiara Borgia

Psicologa Psicoterapeuta Psicosessuologa

 

La fine di un matrimonio rappresenta un importante momento di cambiamento per entrambi i coniugi e per i figli, se presenti. Il divorzio comporta, infatti, una necessaria riorganizzazione di tutta la famiglia e dei progetti di vita di ciascun membro.

La complessità di questo processo è tale che già negli anni ’70 è stato elaborato un modello teorico secondo cui la coppia o la famiglia in fase di divorzio si trova ad affrontare un compito piuttosto complesso e articolato su più livelli.

Da un punto di vista organizzativo, oltre al divorzio legale, bisogna infatti procedere con il divorzio comunitario e quello economico, tuttavia, questo ancora non basta perché è necessario anche attivarsi affinché si realizzi il divorzio emozionale e quello psicologico. Se per divorzio emozionale si intende lo scioglimento del progetto di vita comune, il divorzio psicologico è rappresentato dallo step successivo, ovvero dalla necessità di separarsi dall’altro per iniziare a vivere la propria vita prescindendo dalla sua presenza e influenza.

Molte coppie non riescono a separarsi a seguito della rottura del legame perché non riescono ad accedere alla dimensione della separazione psicologica.

La relazione non può più essere mantenuta in vita perché distruttiva, tuttavia rinunciarvi comporta un dolore intollerabile. La paura di separarsi realmente dall’altro si trasforma allora in una guerra in tribunale che mira a distruggere l’altro, causa del proprio male. Questa lotta disperata non lascia spazio alla necessaria elaborazione del dolore, che potrebbe invece contribuire alla fine del conflitto e all’inizio di un nuovo progetto di vita che prescinde dall’altro.

L’impossibilità di accedere alla dimensione della separazione psicologica inficia naturalmente anche la possibilità di mantenere un accordo educativo nei confronti dei figli. Uno dei compiti più difficili è infatti proprio quello di separarsi come marito e moglie e tuttavia continuare a essere padre e madre. L’impossibilità di accedere alla dimensione del divorzio psicologico impedisce di fatto la necessaria ridefinizione dei ruoli genitoriali. La manifestazione più nota è il tentativo di allontanare i figli dall’ex-coniuge, precludendo loro la possibilità di mantenere questo fondamentale legame, al solo scopo di danneggiare l’altro come vendetta per la rottura del matrimonio.

La prolungata conflittualità tra i genitori può provocare nei figli disturbi di ordine psicologico, relazionale e comportamentale. I vissuti di lutto, colpa e impotenza naturalmente sperimentati da un figlio che si trova a vivere il divorzio dei propri genitori possono infatti essere esasperati dalle richieste contraddittorie dei genitori che gli chiedono di parteggiare ora per l’uno ora per l’altro, ingenerando pericolosi conflitti di lealtà con gli stessi genitori e le loro famiglie di origine.

In questi casi è quanto mai opportuno avvalersi di un aiuto di tipo psicoterapeutico. Gli incontri possono prevedere la presenza del singolo membro della coppia, della coppia dei genitori o di tutti i componenti della famiglia. Considerata la fragilità di questi nuclei familiari, lo psicoterapeuta in genere valuta caso per caso chi come e quando convocare i vari membri, nonché l’opportunità di prendere contatti con altre figure, quali ad esempio gli assistenti sociali.

Obiettivo del percorso terapeutico è il raggiungimento di una nuova fase del ciclo vitale familiare in cui gli ex coniugi, ora indipendenti emotivamente e affettivamente l’uno dall’altro e impegnati in progetti di vita separati, riuniscono le loro forze per garantire, in qualità di genitori, un equilibrato percorso di crescita ai loro figli. Alla fine del percorso gli ex coniugi devono aver affrontato apertamente il tema della fine del loro legame ed aver avviato una nuova modalità di relazione mostrandosi in grado di cooperare per ridefinire i confini della nuova famiglia di cui fanno parte.

Letture che hanno ispirato il testo: 

Bohannan P. (1973). The Six Station of Divorce in Love Marriage e Family: a developmental approach, Illinois: Scott e C.

Cigoli, V., Galimberti, C. & Mombelli, M. (1988). Il divorzio come dramma di genitori e figli, Milano: Raffaello Cortina Editore

Scabini E., Cigoli V. (2000), Gestire la frattura del patto. La transizione del divorzio, in Scabini E., Cigoli V., Il Famigliare. Legami simboli e transizioni, Milano: Raffaello Cortina Editore